Ormai non legge più nessuno in questo mondo. E poi i libri occupano spazio. Avete mai provato a spolverare una libreria? Un’esperienza delirante. E poi diciamoci la verità. Ho un problema con i titoli.
“Vero è Falso”. Ma che titolo è? Come si legge? Non si riesce a leggere! Se è vero non è falso, se è falso non è vero! Lo sanno anche i bambini. Ammettiamolo. Il titolo è tutto sbagliato. Ora lo so. Ora che ho scritto il romanzo e che l’ho fatto stampare. Ed è proprio questo il motivo per cui ho scritto. Scrivere, così come dipingere, ti mette di fronte alle cose come stanno e finalmente riesci a capirle e a vedere gli errori. Sono come un paio di occhiali che mettono a fuoco la realtà. Solo che non ti impediscono di ripetere gli errori. E così anche il titolo del secondo libro è uno ScacciaLettori: “Fermo. Immagina”. Metti una persona che prende in mano il romanzo. Legge: “Fermo”. E si ferma. Poi riprende: “Immagina”. Immagina cosa? Vedo il punto di domanda che gli spara fuori dal cervello a cento all’ora ed è già finita prima di iniziare. Già ti girano perché non capisci di cosa parla, in più non capisci come si legge. Così uno si chiede: visto come scrive i titoli, come scriverà il contenuto? A voi la sentenza!

Fermo.
Immagina
Fermo. Immagina; a Fabio non serve altro. Nullafacente e immaginatore sopraffino, ha dato un blocco alla sua vita e passa le giornate a immaginarsi cosa potrebbe succedere se accadessero delle cose. Ed è per questo che simula un nuovo lavoro: biografo alla Ginepride. “Ma sei proprio sicuro?” Gli chiede la moglie. Fabio inizia così a scrivere la storia dell’importante casa di moda raccontata attraverso la vita dei suoi dipendenti. Ogni giorno, dal suo tavolino del bar, inventa storie e vite e il pensiero di Beatrice lo accompagna in questa vita immaginata che sta diventando fin troppo reale.

Vero è Falso.
Giulia e la sua vita da bancaria proprio non si sopportano più. Ma chi se ne frega? L’importante è limitare i motivi di infelicità e tutto andrà bene. Ma poi succedono tre fatti: a Genova vengono messi i sigilli ai quadri di Modigliani; la sua coinquilina organizza una cena; il panettiere stacca un assegno. Le conseguenze di quanto accaduto fanno esplodere la Rabbia e, si sa, la Rabbia non lascia scampo. Giulia si inventa un’alternativa a quello che è diventata e falsificare quadri diventa il mezzo per capire la Vita, la Felicità, l’Amore, la Perdita e il Tempo. Se la vita non ti dà quello che ti serve, ti toccherà falsificare quello di qualcun altro.
